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Un libro per chi ama New York

Finestre su New York

Sarà forse capitato a parecchi di voi, dopo un viaggio anche breve a New York, di soffrire di nostalgia, di quella “New York sickness” che fa sì che, anche se ci sei rimasto pochi giorni, tu ci voglia tornare subito, perché la senti già come una città “tua”.

E anche se non ci siete stati, è inutile girarci intorno: la Grande Mela è dentro il nostro immaginario, è nostra, di tutti; sono troppi i libri, i film, i documentari, i fumetti, le foto che abbiamo visto per non considerarla un pezzo di noi.

Può essere stato Scorsese, Woody Allen o De Palma; Isaac B. Singer, Paul Auster o Jay McInerney; o Stan Lee con i suoi supereroi Marvel, a parlarti di New York, ma quando la conosci solo un po’ e poi magari ci vai, cammini per le strade che non hanno nome (non tutte in realtà sono numerate), poi ci vuoi tornare, anche solo con la mente: vuoi parlarne, condividere di lei e assolutamente programmare un nuovo viaggio, possibilmente vero e non virtuale.

IL LIBRO

Ecco allora un libro che si inserisce a pieno titolo in questo scenario: lo ha fatto Matteo Pericoli nel 2009 ed arriva ora in Italia (Finestre su New York, Il Saggiatore, pag. 152, Euro 20), raccontandoci in maniera affatto particolare 63 visioni di New York. L’architetto e disegnatore milanese ha voluto “fermare”, come in una fotografia, delle viste uniche, chiedendo a 63 personalità di raccontare cosa vedono dalla propria finestra: è entrato in casa loro e, accanto al testo, ha disegnato quelle immagini e così la sua “versione” di New York.

Pericoli, figlio d’arte, designer e architetto milanese, è a NY dal 1995 e non è certo nuovo a raccontarci le città attraverso i loro palazzi e i loro scorci: se arrivi al JFK Airport, c’è il suo murales Skyline of the World, dove ha eseguito, dentro un unico dipinto lungo 397 piedi, 71 ritratti di città.

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Sono davvero tante le personalità che hanno partecipato a questa particolare avventura: da Daniel Libeskind a David Byrne, da Oliver Sacks a Nora Ephron, da Gay Talese a Annie Leibovitz; leggere cosa vedono dalla loro finestra risponde senza dubbio all’obiettivo che ci siamo posti all’inizio; è un modo peculiare di ripercorrere gli scorci di NY, di rivedere angoli particolari, di dire “ah sì, qui sono passato”.

Il libro consente anche di conoscere il rapporto di tanti personaggi con questa città incredibile, dove ti senti a casa tua appena poche ore dopo esserci arrivato: i palazzi brownstone, le scale esterne, gli skyscrapers di cristallo, le distese di finestre: sono le “mille luci di New York” per usare l’immagine usata per primo da Jay McInerney nei folgoranti anni Ottanta.

Graydon Carter, un editor, ad esempio scrive:

“Se giro la poltrona verso destra, tuttavia, il panorama fuori dal mio ufficio – che occupa lo spigolo sudorientale del Condé Nast Building, ventidue piani sopra Times Square – è ancora più spettacolare. In fondo alla forra della Quarantaduesima Strada vedo scorrere l’East River; nelle giornate particolarmente limpide la vista corre fino al Gantry Plaza State Park, a Queens”.

Nathan Englander, uno scrittore, annota:

“Negli anni ho imparato che d’estate si vedono i fuochi d’artificio a Central Park, ma sempre solo sul finale, quando le cartucce vengono sparate abbastanza in alto da superare gli edifici circostanti”.

L’IMPORTANZA DEL PUNTO DI VISTA

E naturalmente, a fianco di queste descrizioni, c’è il disegno, rigorosamente in bianco e nero, di Matteo Pericoli: preciso, descrittivo, minuzioso, ci restituisce lo sguardo sulla Grande Mela inquadrato in quella cornice particolare che è la finestra da cui si gode la vista, per fissare e circoscrivere quella veduta.

Nella Postfazione l’autore chiarisce cosa ha fatto scattare la molla:

“a pensarci bene, ogni vista da ogni finestra della città – con la sua particolare composizione di altri edifici, tetti, grattacieli, cisterne d’acqua, ecc. – era unica al mondo!”

Ecco a voi allora New York: per chi ci vuole andare, o per chi ci è già andato e vuole ritornare, anche solo con un libro.

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Pubblicato da Leonardo Dorini

Manager, consulente, blogger. Mi occupo di finanza ed impresa, amo lo sport. Ma sono qui per l'altra mia grande passione: la letteratura.

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