Un tetto sicuro per gli investimen​ti Cinesi

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Una ricerca della Capgemini e Merryl Linch del 2010 ha rilevato che il numero dei milionari in Asia ha superato quello degli Stati Uniti. L’analisi ha certificato un sorpasso storico, attestando in 30 milioni il numero di asiatici con più di un milione di Usd a disposizione per investimenti. Da allora il primato è stato confermato e la componente cinese è stata mantenuta. Una destinazione crescente degli investimenti privati è destinata al mercato immobiliare. Non si tratta soltanto di acquisti di appezzamenti e di costruzioni per la vendita, quanto di acquisizioni di proprietà personali. Lo rilevano molti studi, da ultimo quello di Seville e Wealth-x. Dal 2008 gli acquisti di grande valore (oltre 10 milioni di Usd) da privati sono cresciuti del 111%, mentre nello stesso periodo quelli degli investitori internazionali sono aumentati solo del 43%. Dal lato della domanda si trovano in prevalenza, dunque, famiglie o imprese private. È un chiaro esempio del ruolo asiatico nella classifica dei super ricchi. Il loro interesse nelle proprietà non flette e si indirizza verso le località più famose per lusso e confort e nuove mete di prestigio. Le residenze preferite sono quelle tradizionali: Florida, California, Hawaii, e gli Hamptons di New York per gli Stati Uniti, Costa Azzurra, Parigi e Londra per Europa. Altre mete si stanno aggiungendo: i Caraibi, le economie in crescita, la prossimità alle Università più importanti. Sempre attraenti, soprattutto per la Cina, rimangono le destinazioni classiche – e più accomodanti nello stile di vita – di Hong Kong e Singapore. Gli studi non prevedono rallentamenti e l’edilizia di lusso per gli UHNWI (Ultra High Net Worth Individuals), escluse eccezioni contingenti, non conoscerà battute d’arresto per tutto il 2014. L’aspetto economico è prevalente nelle decisioni; tuttavia nel caso della Cina e dell’Asia motivazioni culturali, se non addirittura antropologiche, vanno tenute in considerazione. L’abitazione è un simbolo di attaccamento alla terra, a una civiltà così radicata da non poter essere smentita dal passaggio di una sola generazione. È la prima ambizione dei risparmi, sia per la classe media che per i Paperoni della Cina dei record. È un investimento ma anche un simbolo, una comodità e un traguardo. Rappresenta inoltre la soluzione più immediata per i capitali che, illegalmente o meno, escono dal paese. Una motivazione ancestrale si coniuga con quella economica, che invece nelle economie industrializzate è di gran lunga prevalente nella scelte. Appare infine ironica la fortissima destinazione statunitense dei fondi cinesi. A Pechino la critica ufficiale mantiene le distanze verso un sistema sociale del quale apprezza solo i risultati concreti; eppure affida alla sicurezza di quel modello la protezione dei suoi grandi risparmi. Non è in deficit l’orgoglio nazionale per una cultura millenaria, ma la specializzazione è ricercata nei più prestigiosi (e cari) atenei statunitensi. L’individualismo americano è ideologicamente guardato con sospetto, tuttavia i ricchi cinesi a esso miraano quando devono proteggere i loro investimenti nella cornice della “rule of the law”.

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Alberto Forchielli

Presidente dell’Osservatorio Asia, AD di Mandarin Capital Management S.A., membro dell’Advisory Committee del China Europe International Business School in Shangai, corrispondente per il Sole24Ore – Radiocor
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