CBDC, non se ma quando – EpT

CBDC

La guerra di invasione russa, quella vera e sanguinosa. La guerra monetaria, quella nella quale la furia iconoclasta delle Banche Centrali riduce in macerie decenni di denaro facile. E ancora: il dollaro troppo forte, lo shock energetico, le due crisi immobiliari, quella da tassi e quella made in China, la Gran Bretagna che si fa trattare da mercati e istituzioni internazionali come un “emergente“qualunque, sprofondando nella crisi del debito e della sterlina.

In tutto questo, operatori finanziari ed investitori che compulsano la quotidiana sfornata di dati sull’economia reale, tifando senza ombra di dissimulazione perché siano brutti, ma più brutti, così brutti da intralciare la suddetta azione delle Banche Centrali.

Basta. Scusateci, ma noi abbiamo bisogno di scendere per un momento dalla giostra della cronaca. Abbiamo voglia, almeno per questa settimana, di evadere nel futuro. Un futuro, peraltro, molto concreto e affatto lontano. Il domani racchiuso nella sigla che campeggia nel titolo: CBDC, Central bank digital currency, insomma i “bitcoin di Stato”, l’alternativa istituzionale e centralizzata alle “crypto” decentralizzate.

Tema da visionari dieci anni fa, realtà che bussa imperiosamente oggi.

Per parlarne, abbiamo chiesto aiuto ad un amico, uno dei più brillanti e profetici tra quei visionari. L’asse milanese della nostra conversazione inclinata si rafforza, dunque, questa settimana con lo straordinario innesto di Carlo Alberto Carnevale Maffè: docente alla School of Management della Bocconi, da anni spumeggiante, stimolante, abrasivo narratore delle vicende economiche al fianco di Oscar Giannino, da sempre, con il popolarissimo account @carloalberto, una delle migliori ragioni per bazzicare il salottino di Twitter.

Con Carlo Alberto abbiamo quindi ripercorso storia, parabola e prospettive delle monete digitali (rectius algoritmiche).

  • Dal sogno libertario delle origini, lo scardinamento del monopolio statuale nell’emissione di moneta, al quadro attuale nel quale, per effetto di una beffarda eterogenesi dei fini, sono proprie le più spietate autocrazie ad introdurre per prime delle monete digitali, facendone ovviamente formidabile strumento di ulteriore e più pervasivo controllo dei cittadini;
  • dal comprensibile ritardo iniziale di Europa e USA ( titolari di una rendita di posizione con le rispettive monete tradizionali) ai loro ormai implacabili cronoprogrammi che ci condurranno a breve  alla grande disfida per imporre ciascuno la propria come valuta digitale di riferimento;
  • dagli utilizzi più virtuosi ed efficaci delle monete digitali a quelli più claustrofobici ed illiberali ( le “digitali”, come la tecnologia, non sono ontologicamente buone o cattive, dipende da chi le usa);
  • dalla sfida potenzialmente mortale che le valute del futuro porteranno all’attività di raccolta delle banche commerciali alla necessità di preservare il sistema bancario, e la sua concorrenza interna, con riferimento all’esercizio del credito.

Più che una chiacchierata, insomma, un affascinante affaccio sul futuro, reso ancor più intrigante dalla persuasiva padronanza con cui Carnevale Maffè maneggia il game changer prossimo venturo.

Considerato, però, che ci pareva delittuoso avere con noi Carlo Alberto e non divagare un po’ sulla politica interna, materia spesso al centro dei suoi commenti e tweet ed oggi cucina di grandi novità nel perimetro italico (eccoci risaliti sulla giostra della cronaca, tranquilli), la puntata di questa settimana contiene anche un inedito “secondo tempo”.
Abbiamo stuzzicato a dovere il nostro ospite e ne è sortito uno spassoso “alzo zero” nel quale non si è salvato nessuno (ascoltare per credere).

Se anche voi avete voglia di fare un po’ di su e giù dalla giostra della cronaca, tra monete digitali che verranno e governi in gestazione, vi aspettiamo come sempre sulla vostra piattaforma preferita, ad esempio qui:

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