E se la BCE aprisse i rubinetti?

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gavettone

Dopo anni in cui la BCE era la cenerentola delle banche centrali a causa di una serie di vincoli che non le permettono di essere operativa come le altre consorelle di grido, come BoJ, FED e BoE (tanto per fare qualche nome), ecco che anche in Eurozona qualcosa sta cambiando. Un qualcosa che non sarà certo rivoluzionario, ma comporta un diverso stile di gestione.

La Banca Centrale Europea è stata sempre criticata per il suo limitato interventismo a livello di politica monetaria.

In altri termini, molti avrebbero voluto una BCE in competizione con FED e BOJ a livello di politica monetaria iper espansiva, con quantitative easing e iniezioni di liquidità. Ad essere sinceri la BCE ha comunque fatto la sua parte. I vari LTRO sono stati dimensionalmente molto grandi anche se, rispetto al QE tradizionale, mirati al salvataggio del debito dei PIIGS con un occhio di riguardo ai bilanci bancari.

Oggi l’Euro resta una valuta molto cara e da più parti si invoca un intervento della BCE, anche perché, come è noto, in Europa inizia a sentirti il rischio della deflazione.

Quali sono le mosse che la BCE potrebbe effettuare nei prossimi mesi. Questa slide di BancaIMI le sintetizza benissimo.

Il primo step è la forward guidance. Costa poco ed è fattibile facilmente.

Poi abbiamo il taglio del tasso refi, segue il tasso sui depositi delle riserve in BCE, con la possibilità di mandarlo in negativo. Sono tutti escamotages che, progressivamente, possono avere un impatto sui mercati anche se sempre in linea marginale.

E poi passiamo all’artiglieria pesante.

Un nuovo LTRO (magari con vincoli su come utilizzare il denaro). Ma siamo sinceri, tutte queste operazioni rappresentano pochi benefici e tanti rischi operativi. Cosa resta?

In perfetto FED Style, resta il quantitative easing, con la BCE che andrebbe a comprare a titolo DEFINITIVO delle obbligazioni di varia natura.

Ovviamente la Bundesbank inorridisce al solo pensiero. O meglio, inorridiva perché, come ho segnalato su twitter, qualcosa si sta muovendo anche in quell’ambito.

Bundesbank che vede con favore l’eventuale NON sterilizzazione dell’SMP? Oh my God! Ma qui stiamo veramente cambiando i dogmi del mercato!

E la giornata di domani potrebbe essere la chiave di tutto. Ma cosa significa questo “Ending SMP Sterilisation”?

Tra il 2010 e il 2012 la BCE ha acquistato oltre € 200 miliardi di titoli di Stato UE per contenere i tassi di interesse e sostenere i corsi (compresi alcuni titoli greci, per la cronaca). Questo programma si chiamava appunto Securities Markets Programme (SMP). Alcuni di questi bond sono poi andati a scadenza e il denaro ottenuto è poi stato mantenuto in bilancio BCE. Rispetto a quanto fatto da FED, BOJ e BOE, che hanno fatto acquisti a titoli DEFINITIVO, la BCE ha “sterilizzato” gli acquisti con dei depositi a termine. Saldo finale pari a zero, nessuna iniezione di liquidità e quindi nessun stimolo per l’inflazione.

Cosa potrebbe fare la BCE? Potrebbe appunto trasformare gli SMP in QE, acquisti a titolo definitivo, liberando i depositi e lasciando circolare il denaro nel sistema (che tra le altre cose oggi ha una liquidità in eccesso che è al di sotto dei limiti di allarme, anche se con tassi a breve sotto controllo).

Tassi Eonia ed Euribor e liquidità in eccesso in Eurozona

In questo modo si avrebbe uno stimolo all’economia, si combatterebbe la deflazione, insomma si farebbe il quantitative easing all’Europea. E domani potrebbe essere il “D-Day” di tutto questo.

Il rischio deflazione è tutt’altro che escluso. Oggi il tasso di inflazione UE è pari allo 0.7% e le previsioni sono di ulteriori ribassi. Quindi si allontana sempre di più l’obiettivo 2%.

(…) Finora la Bce ha interpretato la disinflazione come parte del processo di aggiustamento dei prezzi necessario a restituire competitività ai paesi della periferia. Ma il problema è che il dato (del’inflazione) tedesco (1,3%) è più basso del previsto, mentre quello italiano (0,6% contro una media euro dello 0,7%) è più alto del necessario.

Entrambi i dati dimostrano che l’aggiustamento nell’eurozona sta avvenendo troppo lentamente e al costo di una lunga depressione. Attraverso la sola strategia attuale di “forward guidance” (con la quale la Bce segnala di voler agevolare il credito anche in futuro) il rischio è che il 2%, l’obiettivo d’inflazione della Bce, perda capacità di orientamento delle aspettative di famiglie e imprese. (…) Resterebbe l’arma fondamentale dell’allentamento quantitativo, cioè l’acquisto di titoli pubblici o privati da parte della Bce. Il problema politico è che la Bce finirebbe per acquistare quelli dei paesi dove il credito è più difficile, cioè dei soli paesi indebitati della periferia. (…)

Una soluzione che negli USA ha certamente risolto molti problemi. Ma visto che in economia nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, come ben sappiamo, c’è anche un rovescio della medaglia. Si risolve il problema dell’instabilità finanziaria in Eurozona. Ma poi succede come negli USA che si resta “prigionieri” di un circolo vizioso da cui uscire non sarà facile.

(…) La Bundesbank arriva a temere che le aspettative di inflazione possano essere determinate in futuro dalla politica fiscale anche senza monetizzazione del debito (secondo la controversa teoria fiscale del livello dei prezzi). Infine c’è il tema dell’azzardo morale nel risanamento fiscale a cui si sono impegnati tutti i paesi. Sapendo che interverrà la Bce, nessuno si sentirà troppo vincolato al taglio dei debiti nè alle riforme strutturali. In pochi pensano che la Bce abbia la forza di costringere al default un paese troppo indebitato dopo averne acquistato i titoli. Ma sul lungo termine si porrebbe comunque un’alternativa tragica tra inflazione e default. Temendo l’allentamento quantitativo, la Bundesbank ha inviato nei giorni scorsi un messaggio sibillino sulla disponibilità a sostenere un ulteriore modo di allentamento del credito: la non-sterilizzazione degli acquisti di titoli pubblici già operati dalla Bce a favore dei paesi in crisi. (…) [Source: IlSole24h]

Eccolo qui, ne abbiamo parlato prima, la mancata sterilizzazione dell’SMP. Possiamo definirlo un vero QE? Sicuramente no perché la BCE non interviene direttamente sugli acquisti. Ma è sempre e comunque un primo passo in quella direzione, con la benedizione della Bundesbank. Non è certo una mossa che risolverà un gran che ma mette in chiaro la possibilità di un cambiamento all’interno dell’operatività della BCE.

Ovviamente la partita è aperta, e domani sapremo il risultato del primo tempo.

Segnatevelo: meeting BCE, qualcosa di importante potrebbe accadere.

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Danilo DT

Danilo Rambaudi, alias Dream Theater, è un operatore finanziario dal 1995. Asset Allocation Manager, collabora con istituzioni finanziarie e siti finanziari italiani e non, nell'ambito dell'analisi e della ricerca. Analista tecnico, ma anche padre e marito (e a volte se ne dimentica).
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