Oro o piombo?

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Gli strumenti finanziari che offrono una esposizione verso l’oro stanno offrendo performance disastrose, a causa della caduta dei prezzi dei metalli preziosi. Il prezzo dell’oro è sceso del 35% negli ultimi tre anni, quando raggiunse i suoi massimi in prossimità di 1900$ l’oncia.

Cos’è accaduto al prezzo dell’oro?

Da luglio di quest’anno segna -15%, da 1338$ a 1168$, una discesa che sta dunque accelerando. Un primo fattore di debolezza è senza dubbio la forza del dollaro, con il quale il metallo giallo ha una realzione inversa: quando il dollaro sale, l’oro diventa più caro perché è denominato in valuta americana. Il trend di rafforzamento del dollaro non sembra doversi invertire nel breve, anzi: il discorso post-voto di Obama ieri ha rinforzato l’ipotesi di una sorta di scudo fiscale a stelle e strisce (come da proposta iniziale di Clinton) che porterebbe nuovi flussi di capitale verso il biglietto verde, rafforzandolo ulteriormente. Questo potrebbe spingere l’oro anche sotto la soglia psicologica di 1000$ l’oncia.

E le aziende minerarie?

Le fortune delle imprese che estraggono e commerciano oro e metalli preziosi sono, ovviamente, legate al prezzo del bene che trattano. E molto dipende anche da come sono organizzate:

  • Quanto bene (male) riescono a trattare i loro operai?
  • Oppure, per esempio: l’azienda in cui investi ha miniere in zone a rischio Ebola?
  • Fissano il prezzo di vendita al momento della firma di un contratto o al momento della consegna? In un mercato discendente la prima opzione è più remunerativa.

Le performance dei fondi che comprano oro e/o aziende minerarie sono davvero avvilenti:

Fondo 2011 2012 2013 2014
Franklin Gold&Precious Metals -22,2% -17,4% -50,5% -4,1%
Amundi Global gold mines n.a. -14,5% -53,6% -11,7%
Lombard Odier World Gold Expertise -20,8% -11,0% -51,6% -4,1%
Deutsche Invest Gold & precious metals -21,9% -13,8% -52,2% -11,3%
Blackrock World Gold -15,6% -10,0% -50,5% -2,00%
Invesco Gold&Precious Metals -18,5% -10,4% -46,2% +0,3%

Tutto sommato, chi ha investito nell’ETF Gold Bullion (che replica passivamente il prezzo dell’oro) ha subito meno perdite:

  • 2011: +14,3%
  • 2012: +3,8%
  • 2013: -31,1%
  • 2014: +6,4%

Quale il ruolo dell’oro nei portafogli?

I tempi in cui l’oro si rivalutava di settimana in settimana, per il suo ruolo di bene rifugio, sono ormai lontani come le paure che il sistema finanziario mondiale sia una copia reale della serie TV “The Walking Dead“. Le banche, specie quelle grandi, stanno bene come poche altre volte nella storia.

Ci sono diversi illustri operatori che non intendono, comunque, vendere le loro posizioni in oro. Anzi, preferiscono tenere la cosiddetta “moneta senza tempo” come protezione contro il rischio di inflazione o contro il crash mondiale, come ad esempio fa Marc Faber, per proteggersi nel medio-lungo termine.

Dipende, insomma, da quale sia la vostra percezione del momento che stiamo vivendo. Ma, per tutto quello che abbiamo visto sopra, quando scegliete un tema di investimento fatevi assistere nella scelta dello strumento più adeguato.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

Latest posts by L'Alieno Gentile (see all)

Precedente Il solito noioso match tra azionisti MPS ? Successivo Congiuntura: il Giappone gioca a rubamazzo?

2 commenti su “Oro o piombo?

  1. Sir Thomas Gresham il said:

    probabilmente una svista dovuta al voler semplificare troppo il concetto, che coinvolge valute multiple, ma non torna la frase:

    “il dollaro, con il quale il metallo giallo ha una realzione inversa: quando il dollaro sale, l’oro diventa più caro perché è denominato in valuta americana”

    se il dollaro sale, “di solito” l’oro diventa MENO caro (in dollari)

    c’e’ anche da dire che questa sarebbe la correlazione “classica”, che non vale più, o vale molto meno, in questi anni di controllo ferreo dei mercati da parte delle banche centrali.

    per quanto tempo poi riusciranno a farlo dipenderà molto dal fatto se la frattura fra i BRICS e il G8 sia reale e destinata ad approfondirsi, o solo “di facciata”, nonché al fatto che continui il flusso di oro FISICO in entrata in Cina e Russia, e il petrolio continui a scendere o rimanere depresso.

    in ultimo, le azioni di miners, e i “prodotti finanziari” legati al prezzo (sintetico, derivato dai futures del comex, o deciso a tavolino su Londra) dell’oro sono “carta”, con rischio di controparte, e rischio di confisca/tassazione, e “liquidità” potenzialmente illimitata – limitata cioè soltanto dalla “credibilita” o solvibilita della controparte emittente lo strumento.

    il rischio del metallo fisico è totalmente diverso, e legato alla possibilità di acquistare falsi, furto, o futura confisca/messa fuori legge, nonché alla forchetta elevata bid/ask.

    in ogni caso sono 2 cose TOTALMENTE diverse: provate ad andare a comprare solo che un 30mila euro in oro fisico e “prenderne possesso”.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.