Terra del sole, viadotti e tesoretti

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“Ci sono voluti dieci anni ma alla fine i tecnici hanno capito le cause della slavina”

Sicilia. Non parlo dell’ormai famoso viadotto Scorciavacche, crollato pochi giorni dopo l’inaugurazione; o del viadotto Verdura sulla statale 115; o del ponte sulla statale 626. L’autostrada Palermo-Catania, unico collegamento veloce che attraversa l’interno dell’isola, è stata chiusa per un cedimento di un pilone del viadotto Himera a causa di una slavina che -udite, udite- è iniziata nel 2005. Qualcuno potrebbe obiettare:

be’, così almeno i siciliani iniziano ad usare il treno

Ottimo suggerimento, pessima conoscenza dell’esistente. Stessa tratta Catania-Palermo, ben 200km, si percorrono in circa 5 (cinque!) ore, con almeno un scalo. Solo un treno “regionale veloce” impiega 3 ore e 19 minuti; salvo ritardi. Un incubo se pensate di andare da un capoluogo di provincia ad un altro: da Siracusa a Trapani, 365km in ben 11 ore (undici!?!); da Agrigento a Catania 167 km in 4 ore.

Il nuovo Ministro delle Infrastrutture Delrio, appena insediato dopo gli scandali relativi al suo predecessore, si è sentito in dovere di dire:

“Basta con l’emergenza e con le Grandi Opere. Solo così possiamo battere la corruzione”

Come se chiudessimo le banche per paura delle rapine (cit.). Particolare attenzione, come al solito, al ponte sullo stretto di Messina, come se ci fosse mai stato un ponte sullo stretto. Continua dicendo:

“le uniche Grandi opere sono quelle utili, che possono essere anche riparare una scuola o mettere in sicurezza il costone di una montagna”

Mi chiedo se questo ministro abbia mai fatto un giro in altre regioni o ha in solo in mente la sua Emilia-Romagna; mi chiedo se sia o meno consapevole del deficit infrastrutturale del sud Italia, in particolare della Calabria e della Sicilia. Perchè nascondersi dietro un ponte mai fatto è proprio una stupidaggine. Si è scelto tante volte di non farlo per usare quei fondi per altre infrastrutture dell’isola, ma nulla è stato fatto. Forse il Ministro può dire, come sempre, di essere appena arrivato, scaricando la colpa sui precedenti; dovrebbe anche prendersi la responsabilità di quello che è stato scritto sul #DEF 2015: le previsioni degli investimenti pubblici sono ferme al palo per i prossimi 5 anni.

DEF 2015_ inv pubb

Una ricerca recente del FMI mostra la necessità e l’opportunità di destinare una maggiore quota della spesa pubblica per colmare un gap infrastrutturale che in Italia rimane notevole.

IMF roads quality

Non solo la necessità di investimenti in infrastrutture (bassa qualità rispetto agli altri paesi sviluppati), ma anche opportunità: nello stesso articolo si stima che gli investimenti pubblici hanno un moltiplicatore significativamente superiore all’unità: ogni punto di spesa si tradurrebbe in un aumento del PIL ben superiore all’unità, comportando anche una riduzione del debito.

IMF public inv

Fantaeconomia? in parte, poichè gli esercizi di simulazione devono essere presi cum grano salis. Inoltre bisogna tener conto del contesto: corruzione ed inefficienza sono dei grossi limiti alla capacità dei progetti infrastrutturali di fungere da appropriato volano per l’economia.  In questo contesto ascoltare dichiarazioni  come “**quantificare la platea** che riceverà il “tesoretto” sembra politicamente inappropriata ed economicamente da cerebrolesi. Invece di regalie pro-consenso (di breve durata), si potrebbe avviare una nuova fase in cui migliorare il mix di spesa pubblica favorendo una maggiore quota per gli investimenti. Non bastano però le dichiarazioni di intenti, serve agire per modificare la dinamica dei dati storici, quelli a consuntivo.

ITA mix spesa pubblica

Il grafico mostra l’accelerazione della spesa pubblica dedicata al consenso elettorale a fronte di una compressione della spesa per investimenti; e il DEF 2015 non sembra mostrare alcuna soluzione di continuità col passato. Il Ministro Delrio è ancora in tempo per cambiare: utilizzare il famoso “tesoretto” (che non è altro che nuovo deficit), per modificare anche di un decimale la spesa per investimenti pubblici.

“Basta poco che ce vò”

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Wealth/Asset manager. Ha sposato la causa dei bond ed è ossessionato dalle banche centrali.
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7 commenti su “Terra del sole, viadotti e tesoretti

  1. Sakura il said:

    Versiamo un po’ di benzina sul fuoco.

    Lo Stato controlla il territorio in Calabria e Sicilia?
    Se il controllo è (nella più ottimistica delle risposte) solo parziale, come pensiamo mai che si concluderà qualsiasi appalto per opere pubbliche in Sicilia e Calabria? Non sarà che andrà a finire e per forza con i soliti fiumi di quattrini finiti in mani non esattamente pulite? Pensiamo seriamente che possa andare diversamente?

    Bhé certamente questo accade anche al nord, ma non con un controllo diretto del territorio e delle istituzioni, come invece avviene in quelle regioni. Facciamo tutti i ragionamenti che vogliamo sul nord terra di appalti per la malavita e c’è del vero, ma c’è del vero anche a proposito delle radicali differenze nel livello dei servizi e nell’idea di cittadinanza e di consapevolezza della propria storia. La regione Sicilia è sull’orlo del fallimento dal 2011, un buco nero che ha divorato e divora fondi pubblici in modo pauroso…Non sarebbe ora di farla fallire e dimezzare l’esorbitante numero di dipendenti regionali?

    Finché non cresce una cultura diffusa della legalità, non sarà che fra gli inevitabili “frutti” avremo una rete infrastrutturale da terzo mondo? Del Rio? Non diamogli un potere decisionale che non ha e non avrà mai finché i cittadini meridionali continueranno a votare ed a intendere la politica in un’ottica clientelare. Con questo non difendo Del Rio o la politica del “gettiamo qualche osso al popolo”.

    • Sakura, sì, benzina… grazie del commento pungente e sagace, ma nemmeno in Colombia lo Stato ha deciso di mollare tutto ai cartelli della droga. Non basta dire di non fare il ponte per paura della mafia; non basta dire di non rifare le ferrovie, le strade, per paura della mafia. Non si deve rinunciare a fornire acqua corrente, fognatura e rete elettrica (altro che banda larga) per paura della mafia. Uno Stato che fa un passo indietro NON è uno Stato.
      Il mio punto di vista: la Regione Sicilia, inteso come organo di governo, è il buco nero dei siciliani, ed è un problema per tutti; è un centro di potere enorme, è un governo dentro uno stato di diritto. Sarebbe da sradicare e rifondare, non ha alcun senso ormai.
      Per me invece rimane inaccetabile spostare il ragionamento sull’idea “la colpa sia dei siciliani quando votano”… pensa alla Lega che vince, Berlusconi condannato leader ancora del principale partito conservatore, pensa alla vergogna PD con i suoi dilettanti con la visione anacronistica del mondo… e M5S la cui vittoria è stata trasversale in tutta italia.
      Insomma, non ce li meritiamo affatto questi leaders. Su questo siamo su strade opposte.

  2. Sakura il said:

    Liuk la mafia con gli appalti si è fatta le budella d’oro.. e si farà le budella d’oro, perché controlla le Amministrazioni, controlla la Regione, controlla le gare di appalto e controlla il territorio e soprattutto controlla il consenso.

    La Regione Sicilia non sarà mai sciolta o sradicata, ma è e sarà regolarmente foraggiata, perché è anzitutto un organo di consenso e nessun politico da destra a sinistra vuol perdere consenso, tant’è che la Regione è lì, con tutti i suoi oltre 17.000 dipendenti assolutamente superflui, la sua mostruosa voragine finanziaria, tutte le prebende ed i favoritismi disastrosamente intatti e le pensioni assolutamente vergognose.

    Comoda pensare che i leader cattivi si sono impadroniti del nostro futuro e noi puri non ce lo meritiamo. Molto comoda.
    http://laderiva.corriere.it/2010/11/supercomputer_e_frigobar_indis.html

    http://www.corriere.it/economia/12_luglio_05/sicilia-piu-dipendenti-governo-inglese-rizzo_dfbf11cc-c660-11e1-8ab7-67e552429064.shtml

    • sakura” non posso che concordare sui mali e sulle vergogne della Sicilia, al pari di altre regioni. Ciò che io non accetto è l’ineluttabilità degli eventi.
      Inoltre poni attenzioni quando dici che la gente è comoda nell accettare la situazione attuale. Forse semplicemente non trova la via di uscita.

  3. Sakura il said:

    Gli eventi restano ineluttabili finché ci teniamo una regione con 17.000 e passa dipendenti che succhia quattrini pubblici dentro ad un passivo allucinante. Ribellarsi a detta ineluttabilità lo trovo sacrosanto Liuk, ma o si parte tagliando certe porcherie o mettere in forno altri appalti non può che generare viadotti dai piloni storti…..

    La regione Sicilia ha oltre 6miliardi di euro di deficit….
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/01/15/news/regione_debito_record_su_ogni_siciliano_un_peso_da_1_257_euro-104965452/

  4. cele il said:

    Sakura, concordo al 90% però io non vivo in Sicilia, non credo gli isolani sian poi cosi felici della situazione (anche perchè in giro x il mondo ce n’ è pareccchi, a travagliare).
    Comunque il dissenso è secolare …

  5. Sakura il said:

    mai sostenuto che siano felici….magari mi sono spiegato male o malissimo. Mai votato Lega nord. Voto di scambio è realtà, come lo è il criminale sperpero di risorse pubbliche in opere malfatte o addirittura pericolose, in dipendenti in eccesso (17.000) e in una conduzione finanziaria della regione e delle risorse finanziarie a dir poco disastrosa e con una malavita organizzata che controlla il territorio e temo anche il dissenso (si veda fenomeno forconi).

    Fare altre opere pubbliche con questi presupposti? Mi si consenta di dissentire.

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