Fed e FMI al lavoro sull’obesità del mercato obbligazionario

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L’inflazione statunitense ha registrato valori superiori alle attese nelle letture della scorsa settimana, i dati macroeconomici mostrano sempre maggior spazio per il possibile avvio di una revisione della politica dei tassi della Fed, una volta concluso il processo di tapering in corso e questo a giorni alterni spaventa il mercato.
Quello che invece spaventa la Bank of International Settlements, ovvero “la Banca Centrale delle Banche Centrali” è la possibilità che politiche monetarie troppo accomodanti mantenute troppo a lungo vadano a formare delle bolle sui mercati finanziari. Bolle che poi diventa difficile gestire o contenere se non si alza un po’ il piede dall’acceleratore.

ieri, però, Janet Yellen ha espresso un’opinione difficilmente equivocabile:

“Non vedo ragioni per la politica monetaria di deviare dall’obiettivo di raggiungere la stabilità dei prezzi (o meglio il livello target di inflazione ndr) e la piena occupazione, a fronte di preoccupazioni sulla stabilità finanziaria”

Per quanto ci siano segnali di eccesso nel risk taking sul sistema finanziario, insomma, la posizione della Governatrice della Federal Reserve è che sia necessario irrobustire le banche perché -e qui leggiamo un passaggio con un certo stupore- possano rispondere meglio allo scoppio di una bolla finanziaria, fatto che si realizzerebbe innalzando i tassi.

Sembra che la Yellen giochi a confondere gli osservatori con un dilemma simile a quello tra l’uovo e la gallina: le bolle si formano per colpa di una politica monetaria troppo accomodante o piuttosto scoppiano perché si diventa meno accomodanti?

Superato il disorientamento iniziale appare evidente l’ammissione che la bolla sia in corso. Non potrebbe essere diversamente se l’obiezione è “alzare i tassi la farebbe scoppiare”.

Perciò quando, più avanti, la Yellen ha detto che:

“a resilient financial system can withstand unexpected developments”

possiamo ufficialmente dire “unexpected” de che, cara Janet?

obesità

Quello che ha del minatorio è il riferimento a nuove e differenti misure che possono essere introdotte per contenere possibili rischi di eccesso. La governatrice della Fed ha espressamente parlato di “approccio macro-prudenziale” che si può realizzare con strumenti non monetari: si va dalla modifica dei parametri per gli stress test -e già, concettualmente, cambiare i parametri per adeguarsi alla bolla ha del pernicioso- alla ventilata introduzione di penali per chi vende sul mercato degli strumenti obbligazionari.

E’ un’idea che in prima battuta è stata respinta, ma su cui permangono frange importanti di sostenitori: quando i tassi saliranno ed i titoli lunghi dovranno perdere prezzo per acquisire rendimento, per scongiurare il conseguente sell-off, cioé la vendita massiva e affannata di titoli, la Fed pensa di introdurre delle penali.

Si parla, in questo caso, degli strumenti collettivi di risparmio, specie gli ETF, che per loro natura finiscono per rendere liquidi strumenti che, specie in situazione di crisi, sono illiquidi. Può sembrare un bene, ma questo alimenta il cosiddetto “shadow banking” e contribuisce a facilitare la presa di rischio degli investitori e l’obesità dei mercati obbligazionari.

Penali per chi vende, magari parametrate alla duration media del portafoglio del fondo che si vuole vendere (ed in quel caso un forte abbraccio ed un caldo saluto a chi vorrà emettere titoli trentennali o secolari) e -in abbinamento- un’inquietante addendum che arriva direttamente dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui potrebbe essere opportuno che chiunque chieda il suo sostegno finanziario allunghi forzosamente tutte le scadenze delle obbligazioni che ha già emesso, per “aiutare chi ti aiuta ad aiutarti meglio”.

Ai sottoscrittori delle obbligazioni dunque tirare la pagliuzza fra una sorta di “divieto di vendere” ed il rischio di allungamenti forzosi delle scadenze in caso di problemi che ormai, visti i livelli di indebitamento globali, potrebbe avere pressoché chiunque.

 

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi si occupa di Private Banking.

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7 thoughts on “Fed e FMI al lavoro sull’obesità del mercato obbligazionario

  1. Tommaso il said:

    Come se fossimo in barca e mi dicessero: giriamo in tondo che se ci fermiamo il motore non si riaccende più. E questo dovrebbe tranquillizzarci? Ma la Yellen c’è o ci fa?Reference

  2. sakura il said:

    C’è una cosa curiosa in queso gioco delle banche centrali… I paesi culla del liberalismo prima e del liberismo poi paiono ormai ridotti, per lo meno in termini finanziari, ad una sorta di socialismo reale postmoderno.

    La domanda che vien naturale è: se il liberalismo ed il mercato come strumento regolatore sono imprigionati dalle banche centrali quali saranno i riflessi non solo per l’economia reale (non a caso all’affannosa ricerca di capitali andati a finire altrove), ma anche per la democrazia tout court? Non si ciba la democrazia di una serie di strumenti autoregolatori come appunto il mercato? Non è illiberale costringere tizio a tenersi in portafoglio titoli scaduti fino a quando lo deciderà caio?

  3. sakura il said:

    alla fine Andrea, questo gioco non può avere che un approdo autoritario, perché se sfuge al controllo sarà un massacro. Secondo me arriveranno (in realtà lo fanno già) a manipolare il costo delle materie prime e dell’oro, per mantenere a galla le monete e condizionare i prezzi e se tutto questo non sarà sufficiente…

    Basta seguire il Giappone, lì sul tema sono all’avanguardia, ed infatti il risorgente nazionalismo ci sta dicendo qualcosa di sinistro su quel che ci aspetta.

  4. Claudia il said:

    Io penso che abbiamo la fortuna di esserci goduti (parlo al plurale in senso lato) un bel periodo dagli anni ’60 agli anni ’90. Ora si pagherà lo scotto. Ma pensate a chi, sotto regimi dittatoriali da sempre, ha sempre vissuto nella miseria di un’economia che rende sì tutti uguali, ma nella povertà e, soprattutto, in mancanza di libertà. Quindi, la democrazia e il libero mercato sono i migliori sistemi in cui si possa vivere, anche se l’esperienza attuale ci dice che sono periodi destinati a finire, ma del resto Marx lo aveva previsto.

    Tornando in tema, una massa di denaro enorme è come una bomba atomica, quindi qualcuno la dovrà ben manovrare per evitare che scoppi, non c’è altro da fare…
    Del resto, abbiamo sempre detto che se tutti ci precipitassimo in banca a ritirare ciascuno i propri soldi, succederebbe che…ecc.ecc., quindi se tutti gli investitori disinvestissero contemporaneamente succederebbe lo stesso disastro ma centuplicato, giusto quindi che gli USA recintino le vie di fuga per evitare il collasso totale, non dobbiamo vederla come una limitazione della libertà, ma come l’unico modo per evitare una situazione peggiore.

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